Gianni Speranza

Grazie Lamezia!

Costituzione parte civile e Comune risarcito per 5 milioni di euro

Il Tribunale di Catanzaro (Ufficio del giudice per l’udienza preliminare) ha riconosciuto la costituzione di parte civile di Fai, Ala e Comune di Lamezia Terme nei procedimenti penali relativi alle operazioni Spes e Tabula Rasa (proc. penali nn. 226/01 e 790/06 R.G.N.R E nn. 118/01 e 719/06 R.G. G.I.P) a carico di 34 persone.

La Fai (Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane) è la prima volta che si costituisce parte civile nei processi per mafia nel territorio di Lamezia Terme. L’Ala (Associazione antiracket Lamezia) si è già costituita altre volte e come ha sempre dichiarato continuerà a farlo in tutti i processi per mafia.

Per il Comune di Lamezia Terme, che con la delibera n.79 del 3 marzo scorso si è costituito parte civile nei procedimenti penali in questione, è una scelta significativa ed importante così come l’accoglimento da parte del Tribunale di Catanzaro.

Il Comune di Lamezia Terme, principale ente che rappresenta la comunità, ha chiesto di costituirsi parte civile perché ritiene di subire una lesione al diritto dei cittadini ad uno svolgimento delle relazioni sociali ordinato e pacifico, a causa dall’esistenza di un’associazione per delinquere di tipo mafioso localmente denominata “ndrangheta, operante sul suo territorio. Si tratta quindi, per il Comune, di un danno all’immagine, alla vita e alla sicurezza della città.

L’esistenza stessa dell’associazione, infatti, ha non solo drasticamente limitato la libertà dei cittadini, menomandone la sicurezza, ma anche compromesso pesantemente l’immagine del paese, pregiudicando gravemente, quindi, lo sviluppo del turismo e di tutte le attività produttive e commerciali che si svolgono nell’ambito territoriale del Comune di Lamezia Terme che ha, quindi, subito un danno, patrimoniale e non patrimoniale, risarcibile ex artt. 2043 e 2059 c.c., nonché ex 185 c.p.. Per tali ragioni, il G.U.P ha confermato il diritto dell’Ente a partecipare al processo per la richiesta dei danni.

Il Comune di Lamezia si fa carico, quindi, delle istanze della comunità lametina e chiede che questo danno venga materializzato e risarcito. Se la sentenza riconoscerà il danno potrà esserci una futura rivalsa sui beni illecitamente acquisiti tramite estorsioni e altre azioni criminali. Quindi sarà una forma di risarcimento collettivo che riguarderà tutta la comunità di Lamezia Terme.

La sentenza considerata “storica” emessa dal Gup distrettuale di Catanzaro venerdì 1 agosto 2008 ha portato alla condanna di 11 imputati nel processo riguardante l’operazione Spes e al risarcimento in favore del Comune lametino per cinque milioni di euro.

Secondo le indagini scaturite nell’operazione “Spes”, condotta dal Servizio centrale operativo, di concerto con la polizia di Lamezia, la Squadra mobile di Catanzaro, il Reparto prevenzione crimine Calabria, nei diciotto mesi precedenti agli arresti, si era registrata nel lametino una escalation di estorsioni contro imprenditori e commercianti, tra i quali quello alla famiglia Godino, titolare di una rivendita di gomme per auto, vittima di un attentato che ha distrutto casa e azienda in un terribile incendio.

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