11 aprile, 2011
Discussione informata sul federalismo – IV° giuria dei cittadini (8-9 aprile 2011) Sala riunioni Comune Lamezia Terme
La quarta giuria di cittadini è stata chiamata ad affrontare i temi del federalismo ragionando a
partire da alcuni scenari alternativi presenti nel dibattito pubblico ed emersi dagli appuntamenti di
Torino e Firenze.
I giurati hanno affrontato nella prima fase i temi legati al federalismo funzionale per passare
successivamente al federalismo fiscale, evidenziando alcuni benefici attesi e alcuni possibili rischi.
Appartenenza al territorio e servizi
I giurati hanno riconosciuto unanimemente che la residenza in una regione non può essere un
criterio discriminante: i servizi fondamentali come l’accesso alle cure, all’istruzione, ai trasporti
pubblici e all’assistenza devono essere garantiti a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale.
I residenti dovrebbero godere di qualche vantaggio in più nell’accesso ad alcuni beni quali
la casa o ad altri servizi non essenziali.
La residenza può invece essere un criterio premiale, per quei territori che riconoscono la necessità
di favorire la permanenza dei cittadini sul proprio territorio.
Sul caso dell’istruzione dibattuto anche dalle altre giurie è unanimemente sentita la necessità che le
borse di studio vengano attribuite e pagate dalla regione e dagli enti locali ospitanti. Gli studenti si
dice sono una risorsa per le città in cui vanno a studiare, perché portano idee, conoscenze e
vitalità.
Federalismo e strategie di sviluppo
Il federalismo funzionale può rappresentare un ampliamento delle possibilità di scelta da
parte di regioni ed enti locali: col federalismo una regione può decidere di essere più attrattiva,
mettendo a disposizione servizi per non residenti che eventualmente si fermeranno, ovvero può
decidere di incentivare la permanenza dei propri residenti, investendo sul proprio capitale umano e
ambientale, e sfruttando i visitatori temporanei con l’applicazione di una tassa di soggiorno.
Federalismo e relazione tra cittadini ed amministrazione
Il federalismo può rafforzare il ruolo dei cittadini nei confronti degli amministratori solo se porta
maggior trasparenza sui bilanci e sul modo in cui vengono spese le risorse. Uno strumento utile
potrebbe essere l’introduzione di tasse di scopo con l’eventuale restituzione ai cittadini di quanto
versato nel caso in cui la Regione ed enti locali non riesca a realizzare quanto promesso.
Non deve contare comunque solo il bilancio finanziario nella valutazione della classe politica.
Tra i criteri di valutazione dell’operato delle Amministrazioni regionali, dovrebbero esserci non
solo l’efficienza e l’efficacia nella gestione delle risorse, ma anche, una serie di indicatori che misurino la variazione della qualità della vita in un determinato territorio, simile a quello utilizzato
per stilare la classifica delle città più vivibili.
Tale valutazione dovrebbe in concreto portare alla non ri-candidabilità di chi non abbia accresciuto
la qualità della vita e dei servizi.
Ciò può favorire un ricambio della classe dirigente che faccia leva sulle giovani generazioni e sui
saperi esperti presenti nel territorio.
Il federalismo come opportunità
Il federalismo può essere attuato in molti modi diversi: il modo in cui viene spesso presentato dai
suoi più accesi sostenitori genera preoccupazione (al punto che qualcuno si chiede perché se ne
possa parlare positivamente). Ma una volta compreso di cosa si tratta, si riesce a capire che può
anche rappresentare un’occasione di cambiamento positivo. È quindi necessario dare
un’informazione migliore e meno ideologica su cosa significhi andare verso un sistema
federale.
Il fatto che il federalismo riduca i trasferimenti dallo stato alle regioni e agli enti locali, può
rappresentare un rischio di ulteriore riduzione dei servizi, ma anche la fine del sistema
“assistenzialista” sostenuto finora dalla classe dirigente.
Per i cittadini il federalismo rappresenta un’occasione per “rimboccarsi le maniche”, cambiando
atteggiamento, impegnandosi maggiormente nel far quadrare i conti ed evitare gli sprechi.
Accompagnare il percorso di transizione
Una riforma in senso federale dello stato, che voglia continuare a garantire i diritti fondamentali
a tutti i cittadini, per essere equilibrata dovrebbe vedere tutte le regioni partire dalle
stesse condizioni.
I Fondi europei rappresentavano un’occasione in questo senso ma hanno finito per essere utilizzati
in sostituzione degli investimenti ordinari che lo Stato non ha destinato per le infrastrutture.
Il periodo di transizione verso il federalismo fiscale dovrebbe corrispondere alla
fase di accelerazione di una staffetta: prima di passare il testimone è necessario che la regione
si avvii verso una propria corsa autonoma attraverso la graduale trasformazione del sistema gestionale.
Reperire, razionalizzare e gestire le risorse
Il reperimento di risorse deve fare leva sulla valorizzazione delle eccellenze ambientali, artisticoculturali, agroalimentari, termali, ecc.
Il prelievo fiscale non deve gravare ulteriormente sulle imprese ma puntare decisamente sulla lotta
all’evasione fiscale.
Quanto trasferito dallo stato centrale dovrà garantire la copertura dei servizi essenziali, contribuire a
risanare il debito e permettere di sostenere le proposte di sviluppo e i progetti che vengono dalla
parte giovane della regione.
Controllo e partecipazione attiva dei cittadini
Le funzioni di controllo vanno attribuite alle agenzie pubbliche preposte, eventualmente rafforzate e
messe nelle condizioni di poter operare, ma il cittadino ha il dovere di vigilare sul rispetto delle
regole condivise.
A questo fine è indispensabile una periodica informazione sulle politiche in atto e l’attivazione di
momenti di partecipazione finalizzati a migliorare la consapevolezza del cittadino rispetto a
problemi e soluzioni possibili.
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