Gianni Speranza

Grazie Lamezia!

Intervista al sindaco Gianni Speranza sulla Gazzetta del sud di mercoledì 22 febbraio 2011

Cresce l’Irpef, ma restano i servizi sociali

«Conto d’incontrare presto il governatore Scopelliti, sono per il dialogo con chi vuole bene a questa città»

di Vinicio Leonetti

Il governo ha tagliato poco meno 2,8 milioni di euro di trasferimenti al Comune, tanti quanto ne servono ogni anno per la spesa sociale: assistenza ad anziani e indigenti, sostegno per gli affitti a chi non lavora, aiuti ai senzatetto ed ai disabili. «Ma noi non vogliamo toccare i servizi sociali», spiega Gianni Speranza, alle prese con il nuovo bilancio preventivo, alla vigilia del consiglio comunale di stamattina dedicato al “question time”.

Perchè questo ritardo?

«Aspettiamo come tanti comuni cosa combinano a Roma sul federalismo e l’addizionale Irpef col decreto “milleproroghe”. Ma credo che entro un paio di settimane la giunta approverà il bilancio».

Che adesso è al minimo: 0,2%. Aumenterà?

«Saremo costretti, visti i tagli. Pensiamo di portarla allo 0,4%, cosa che non potranno fare le altre grandi città calabresi e del Sud».

Perchè?

«Semplicemente perchè loro avevano alzato l’addizionale Irpef al massimo, tra 0,7 e 0,8%. Di più non credo si potrà. Ecco la differenza».

Qual è?

«Che loro saranno costretti a tagliare i servizi avendo meno soldi dallo Stato, noi invece non lo faremo. Recuperiamo un po’ con il raddoppio dell’Irpef comunale e continueremo la lotta all’evasione fiscale».

E i tagli alla spesa comunale?

«L’abbiamo fatti l’anno scorso, di più non potremo fare. Spero però di riuscire a incontrare Scopelliti».

Cosa dice del governatore?

«La giunta regionale è al suo primo anno di attività, sono giustamente prudente sui giudizi. Sull’incontro con Scopelliti il presidente del consiglio regionale Franco Talarico mi ha promesso il suo impegno, l’ultima volta che l’ho visto mi ha detto che farà da tramite».

Fin qui il livello regionale, ed il governo nazionale?

«L’unica cosa che s’avverte sono i tagli di Tremonti. In un momento di grande crisi economica non c’è un governo, ma solo una lunga campagna elettorale».

Cos’ha saputo della zona franca urbana?

«Tutto annullato da Tremonti. Nessuna possibilità di sgravare le imprese locali dagli oneri fiscali. Adesso si parla di aree a burocrazia zero, ma è tutto vago».

Possibilità che Lamezia riparta?

«In questo contesto difficile la città viene vista bene dal Sud e la Calabria come esperienza amministrativa. Anche se ci sono tanti limiti».

Quali limiti?

«La quotidianità: il rapporto tra uffici comunali e cittadini».

Che succede nella maggioranza?

«I lametini ci hanno dato il compito di governare la città ancora meglio che nel primo mandato, e la nostra coesione non può che partire dagli indirizzi programmatici. Ecco perchè chiedo un paio di cose».

Quali?

«Che ognuno nella maggioranza dia la tensione e il sostegno positivo al governo, niente posizionamenti o tattiche interne. Candidati e consiglieri non possono cambiare posizioni rispetto a quelle delle liste in cui si sono presentati, e inoltre devono aiutare il rapporto del sindaco e della giunta con i partiti».

Si sta rivolgendo ai consiglieri voltagabbana?

«Parlo così perchè voglio l’esatto contrario di quanto sta accadendo in parlamento, con gente che va e viene, o com’è successo nel passato recente in consiglio comunale».

Ma dal centrosinistra chiedono un confronto permanente sulle questioni cittadine.

«Il confronto c’è, e non è ristretto ai rappresentanti locali. Sabato sarà in città anche Gentiloni. Nel centrosinistra dobbiamo aprire una riflessione sulla spaccatura che c’è sull’altra sponda».

Perchè il centrodestra s’è diviso in città?

«È la difficolta di una forza che ha due anime: una che vuole fare opposizione costruttiva, l’altra che mira alla guerra per la guerra. La crisi nasce dal fatto che il centrodestra in città è minoranza, mentre alla Regione e a Roma è governo. Apprezo comunque i toni dialoganti di alcuni pezzi del centrodestra».

Può dire da parte di chi?

«L’ex sindaco Pasqualino Scaramuzzino. Apprezzo i suoi toni. Perchè penso ad una politica diversa».

La indichi con poche parole?

«Una politica che sia il contrario del trasformismo, della guerra e dell’inciucio. Cerco un confronto chiaro per il bene di Lamezia».

Invece col capogruppo del Pdl i toni si sono inariditi.

«A tutte le domande del dottor Raffaele Mazzei, o meglio a tutte le affermazioni presentate come domande, la risposta è seccamente negativa. Nel senso che giammai l’amministrazione è, o è stata, permeabile ad infiltrazioni, né a cosche che si sarebber aggiudicate gare d’appalto bandite dal Comune. Ma c’è stata un’aggressione mediatica anche a persone estranee all’amministrazione».

A chi?

«È stato ingenerosamente aggredito un professionista a me molto caro, l’avvocato Francesco Gambardella, sol perché ha osato assumere la difesa tecnica della giunta. Tanto più che questo professionista viene attaccato e ogni tanto, dallo stesso dottor Mazzei, considerato di lustro. Che senso ha, allora, chiedersi quanti incarichi professionali avrebbe avuto il professionista da parte del Comune, quando è ben noto come lo stesso non abbia mai avuto alcun rapporto professionale con il Comune lametino?».

Respinge ogni attacco sulla trasparenza?

«L’operato della giunta è sempre controllabile, basta attivare i servizi informatici o fare una richiesta agli uffici competenti».

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