28 settembre, 2010
Intervista sul Manifesto del 26 settembre 2010. Speranza: «Un’altra realtà da oggi è possibile»
Oggi è nata la «nuova Calabria»?
Sarebbe molto bello. Indubbiamente è stata una stupenda manifestazione, imponente, giusta, necessaria. E soprattutto condivisibile per il rifiuto della passerella dei soliti noti. La politica e le classi dirigenti non ci hanno messo il cappello ed è stato un bene, Sentire don Pino De Masi di Libera è stato emozionante e così gli altri interventi. Per cui meno male che c’è stata. Detto questo, la Calabria ha bisogno di ben altre sponde istituzionali e di un’altra classe dirigente che al momento non è dato intravedere.
L’unico esponente politico a prendere la parola dal palco è stata la sindaca di Isola Rizzuto, Carolina Girasole. La «nuova Calabria», riparte dai sindaci-coraggio?
Una sindaca dolcissima e un discorso ricco di passione. Ma oltre all’impegno di noi sindaci che stiamo sul territorio occorre creare una rete sociale con i sindacati, i movimenti, il terzo settore, l’arcipelago delle associazioni. E vanno ribaltati i cosiddetti livelli superiori della politica calabrese che tanto male hanno fatto alla nostra regione. Con questo non voglio difendere, quasi in modo corporativo, la classe dei sindaci perché le mele marce ci sono anche tra noi. Come gli ultimi casi rilanciati dalla stampa dimostrano.
Tu combatti da anni la piaga del racket. Hai persino nominato assessore Tano Grasso, il precursore dalla lotta al pizzo. Oggi, nonostante le sollecitazioni, i negozi dei commercianti non hanno chiuso e sono rimasti aperti. Si calcola che a Reggio oltre il 70% dei negozi paghi il pizzo o sia in mano direttamente alle cosche. Come si combatte il racket?
Intanto non lasciando soli gli imprenditori che si ribellano. E facendo rete mettendo insieme gli imprenditori. Saffioti che oggi è intervenuto dal palco si è organizzato e oggi è uno dei leader dei movimenti antipizzo. Occorre non sovraesporre gli imprenditori che si ribellano e bisogna migliorare il sistema investigativo. Noi a Lamezia incentiviamo l’emersione promettendo sgravi fiscali agli imprenditori che collaborano. Lo scandalo è che le banche e gli istituti di credito invece pretendono i pagamenti dei fidi anche da coloro i quali subiscono gli attentati.
Che fare da domani?
Le audizioni dei vertici della magistratura calabrese presso la Commissione Antimafia sono state agghiaccianti. Il livello di guardia è stato abbondantemente superato. La ‘ndrangheta spadroneggia. Ma oggi vedere così tanti giovani in piazza mi ha rincuorato. Partire e investire sulle nuove generazioni per il riscatto della regione. Da oggi si può.
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