8 settembre, 2009
Lamezia rientra nel Patto di stabilità
Sul blocco degli investimenti per il Comune di Lamezia Terme, Speranza ha combattuto una lunga battaglia, per poter rientrare nel “Patto di stabilità”. La città di Lamezia Terme, i suoi cittadini, il tessuto economico e produttivo avevano urgente bisogno di un ritorno alla normale vita amministrativa per uscire dalla grave crisi che l’aveva colpita; Speranza incontrò anche il Ministro dell’Interno, l’onorevole Pisanu, per discutere di questa situazione e della questione dell’ordine pubblico in città il 21 dicembre 2005.
Il Ministro dimostrò grande sensibilità e disponibilità attivando positivamente la struttura del Ministero degli Interni.
Il Comune di Lamezia Terme negli anni 2003/2004, durante la gestione della Commissione Straordinaria, insediata a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose, non ha rispettato i vincoli imposti dallo Stato con il Patto di Stabilità interno.
Per effetto del mancato rispetto del patto di stabilità ad opera della Commissione Straordinaria l’Ente, ai sensi dell’art. 29 della Legge 27/12/2002 n. 289 ha subito le previste sanzioni: “blocco delle assunzioni del personale, blocco dell’indebitamento degli investimenti, contenimento della spesa per l’acquisto di beni e servizi”.
Speranza, dal momento del suo insediamento, portò avanti la battaglia, affinché non si arrivasse ad un ulteriore blocco delle spese di investimento che avrebbe colpito un Ente che non ha colpe dirette per il mancato rispetto relativo agli anni 2003-2004 (gestione commissariale), e che aveva rispettato il patto per il 2005. Così è avvenuto anche negli anni successivi dell’Amministrazione Speranza.
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